
Il 10 ottobre inizierà il processo che vede imputato un uomo di 38 anni, G. T., residente a Pioppo, frazione di Monreale, accusato di aver danneggiato la porta d’ingresso e gli arredi dell’ospedale Policlinico quasi tre anni fa. L’incidente ebbe luogo il 31 ottobre 2020, quando l’individuo, pretendendo un’attenzione immediata per il padre con pressione alta, si scagliò contro una porta e il mobilio della sala d’attesa minacciando il personale. L’uomo fu fermato dalle guardie giurate e successivamente denunciato ai carabinieri.

La direzione ospedaliera del Policlinico ha emesso una nota in cui sottolinea che “le aggressioni negli ospedali sono un’emergenza di sanità pubblica che richiede grande fermezza”. Salvatore Iacolino, commissario dell’azienda ospedaliera universitaria, aggiunge l’importanza di sensibilizzare i cittadini sul lavoro dei medici e degli operatori sanitari, responsabilizzandoli sull’importanza della comunicazione con i pazienti.
Per prevenire atti di violenza come questo, il Policlinico ha istituito un gruppo aziendale per la prevenzione degli atti di violenza. Il gruppo, composto da diverse figure professionali, ha elaborato un programma basato su tre linee di intervento: diffondere una politica di non tolleranza verso la violenza, incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi e facilitare il coordinamento con le forze di polizia o altri soggetti che possano fornire supporto.
Iacolino sottolinea che il problema principale per gli utenti non è la gestione clinica, ma il vissuto dei tempi di attesa e la sensazione di “sentirsi abbandonati”. Con queste iniziative, il Policlinico intende dimostrare l’impegno dei suoi operatori verso il totale accudimento dei pazienti, ma anche esporre chiaramente che gli atti di violenza non sono permessi o tollerati.
Il gruppo di lavoro ha inoltre elaborato strategie comportamentali da adottare in caso di pazienti agitati o aggressioni fisiche e una scheda di segnalazione delle aggressioni. Il programma di prevenzione prevede anche la formazione del personale e il sostegno agli operatori vittime di violenza o traumatizzati per aver assistito a episodi violenti.
Nell’ottica dell’umanizzazione dell’assistenza ai pazienti, nelle scorse settimane sono stati immessi in servizio i medici di continuità assistenziale per gestire i codici bianchi e verdi, permettendo ai medici dell’Area di emergenza di lavorare con più tranquillità sulle urgenze. Sono stati allestiti anche due punti informativi con operatori pronti a rispondere alle domande degli utenti e supportarli nell’accesso ai vari ambulatori e reparti ospedalieri.


