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Home » Il culto del SS Crocifisso di Monreale spiegato ai più piccoli
Cronaca

Il culto del SS Crocifisso di Monreale spiegato ai più piccoli

Ultimo aggiornamento: 15/04/2023 - 08:22
scritto da Redazione
Pubblicato il 15/04/2023
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3 Min Read
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Pomeriggio ricco di scoperte ieri a Monreale per bambini e ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa “La festa del SS. Crocifisso raccontata ai bambini” organizzata dall’Archivio storico diocesano e dalla Pro Loco. Don Giovanni Vitale, direttore dell’Archivio, ha raccontato ai bambini una storia complessa con parole semplici suscitando il loro interesse e tante curiosità, ci sono state molte domande che hanno a volte sorpreso lo stesso don Giovanni perché erano domande non preparate prima, che mostravano l’attenzione con cui i ragazzi avevano seguito il racconto del Direttore dell’Archivio.

Anche se era una conferenza per bambini don Giovanni ha portato alcuni antichi documenti, mostrando quanto fossero importanti per ricostruire la storia: i bambini sono stati invitati a osservare quanto accadeva nel maggio 1575, quando in un registro notarile venivano elencati gli arredi più preziosi dell’antica chiesa che sorgeva nello stesso luogo dove poi sarebbe stata edificata la Collegiata. Fra quegli arredi c’era un grande crocifisso di autore sconosciuto, appeso al muro. Quindi, messe di lato le leggende, il Crocifisso era a Monreale diverse decenni prima dell’arrivo dell’arcivescovo Girolamo Venero, che però istituisce la festa.

Bisogna adesso arrivare al 1624. C’è la pestilenza, l’arcivescovo prende ogni precauzione per difendere Monreale ma il contagio è comunque arrivato: don Giovanni ha raccontato che venne edificato un lazzaretto per i malati, dove i frati Cappuccini prestavano la loro opera. L’epidemia fortunatamente recede e al 1625 risale l’atto costitutivo della festa. È l’arcivescovo Venero a decidere nel dettaglio il percorso della processione, a portare il simulacro erano i 24 canonici della Collegiata. Mancava ancora la croce, per averla bisognerà aspettare il 1710 e si è appreso che è in radica di ulivo rivestita con osso di tartaruga.

Ai piccoli ascoltatori don Giovanni ha raccontato di come la piccola chiesa originale venne ingrandita per accogliere i tanti fedeli, che il Cristo era velato e veniva scoperto solo in alcune occasioni particolarmente importanti. Quanto all’artista che lo ha realizzato, di sicuro ai canonici non piaceva dire che l’autore era ignoto. E allora che fecero? Dissero che il Crocifisso era arrivato da Gerusalemme, addirittura dalla Terra santa, e aveva scelto di fermarsi proprio a Monreale. L

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