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Home » L’omicidio a Monreale di Mimmo Bruno, sconto in Appello al pentito
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L’omicidio a Monreale di Mimmo Bruno, sconto in Appello al pentito

Ultimo aggiornamento: 12/12/2020 - 10:31
scritto da Redazione
Pubblicato il 12/12/2020
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3 Min Read
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Venne ritrovato agonizzante nel giardino di una villa in via Pietre Mole, ad Aquino. Lì c’era la sua stalla in cui allevava cavalli da corsa. Nel 2001 venne arrestato in una operazione antidroga dai carabinieri del Nucleo Operativo, assieme ad altre 40 persone. Girolamo Bruno, 31 anni, era ancora vivo quando arrivarono gli investigatori ma morì all’ospedale Civico di Palermo poco dopo. Era il 28 giugno del 2016.

Ieri la Corte di Appello di Palermo ha concesso uno sconto di pena a quello che è il presunto esecutore dell’omicidio, Salvatore Sollima, ex componente della criminalità organizzata di Bagheria. In primo grado gli erano stati inflitti 20 anni, pena adesso ridotta a 14. Sollima, oggi collaboratore di giustizia, ammise di aver premuto il grilletto. Una esecuzione fu quella che uccise Girolamo Bruno. Un delitto legato al traffico di droga. Il presunto mandante sarebbe il capo mafia della famiglia di Santa Maria di Gesù, contro cui però non erano stati trovati elementi sufficienti per chiedere il giudizio.

La Corte di Appello, oltre a ridurre la pena a Solima, ha anche assolto tre imprenditori. Si tratta di Carmelo e Pietro Ribaudo, padre e figlio, e Franco Scalzo (difesi dagli avvocati Salvatore Ferrante, Daniele Piscitello e Salvatore Sanfilippo). I tre non sono coinvolti nella vicenda relativa all’omicidio ma in alcuni fatti inerenti presunte estorsioni.

L’omicidio di Girolamo Bruno., avvenuto ad Aquino, frazione di Monreale,  era rimasto per 9 anni senza colpevoli. Poi Sollima, che si pentì, iniziò a parlare e a mettere luce sul caso. Bruno vendeva frutta al Villaggio Santa Rosalia. Era sposato e aveva anche una figlia in tenera età. Due colpi di arma da fuoco lo ferirono mortalmente nel giardino di una villa di via Pietre Mole. Ad assassinarlo fu un killer solitario, rimasto senza un volto per anni. Nel 2015 il caso venne riaperto grazie alle confessioni messe a verbale da Sollima. Disse di essere stato assoldato dal capo mafia di santa Maria di Gesù. I magistrati però non trovarono elementi sufficienti  a carico del boss.

TAGGED:aquinobruno girolamoMonrealeomicidiovia pietre mole
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