
MONREALE – Dura presa di posizione del Partito Democratico di Monreale dopo la vittoria schiacciante del Sì al referendum sui confini con San Giuseppe Jato. I dem parlano di “fallimento politico” dell’amministrazione Arcidiacono per “non aver ascoltato il grido di dolore e il senso di abbandono delle periferie”.

“In questi anni – dichiara Lillo Sanfratello, già candidato sindaco del PD di Monreale – si sono impiegate ingenti risorse pubbliche in un’azione legale che si è dimostrata sterile, soccombendo in due gradi di giudizio. Durante la sua campagna elettorale il sindaco Arcidiacono ha incontrato il comitato dei cittadini della periferia e ha percepito che si sono ignorati, con una certa caparbietà, percorsi alternativi e consulenze che suggerivano una via più saggia e previdente”.
“Il vero fallimento, quello più grave, non è di natura legale, bensì politica e umana – attacca Sanfratello – Nel sindaco la colpa di un fallimento e l’incapacità di ascoltare il grido di dolore e il senso di abbandono che proveniva da quelle comunità”.
Anche Raimondo Burgio, neo-segretario del circolo PD di Monreale, punta il dito: “Le periferie non sono un peso da gestire, ma una risorsa vitale per l’intera città. Non ci si può accorgere della loro esistenza solo quando alzano la voce o, come in questo caso, quando scelgono di andarsene”.
“Il caso di Pioppo, con la sua vibrante richiesta di autonomia e attenzione, avrebbe dovuto essere un campanello d’allarme. È stato, invece, l’ennesimo segnale inascoltato di uno scollamento profondo” aggiunge Burgio.
Il PD quindi chiede una svolta: “Serve vigilare in modo serio, rigoroso e soprattutto propositivo. Un’opposizione fatta di volti e di idee, non di slogan o di anonimi attacchi sui social”.
“Il risultato di questo referendum, per quanto doloroso, ci consegna un’eredità di responsabilità – conclude Burgio – Ci insegna che le difficoltà, se affrontate con coraggio e umiltà, possono diventare le fondamenta di un nuovo patto civico basato su ascolto, responsabilità e partecipazione”.


